ἐν (dentro) τροπή (trasformazione) è la riflessione di come il concetto di entropia non debba essere ridotto unicamente all’ambito scientifico della fisica ma, al contrario, si manifesti nel processo di pensiero della mente umana.
Ne figura uno spazio rigorosamente ordinato, armonico, isotropo, un momento zero privato di tempo e di direzione, una sorta di universo statico ordinato dalle più rigorose e divine proporzioni auree. Proporzioni che a loro volta definiscono un dentro ed un fuori, quasi a raccogliere in una stretta di pugno una quantità di energia che ancora deve essere svelata. Uno spazio in apparenza vuoto ma al tempo stesso pieno più che mai di una quantità inimmaginabile di energia, mascherata da un sottilissimo vetro percepibile solamente attraverso il gioco dei riflessi.
Basta così un banale e spontaneo gesto, un’inflazione cosmica provocata dalla transizione di un sistema termodinamico da uno stato di aggregazione ad un altro, o più semplicemente il poetico disegno della più fanciullesca forma geometrica in quello che abbiamo definito spazio isotropo, per liberare quella quantità di energia impercettibile e ideare così uno spazio in un primo momento caotico, disordinato e confuso, ma che potenzialmente diventerà poi armonico, gerarchico e nuovamente ricco di impercettibile significato.
Diciotto mesi fa è stata scoperta la prima testimonianza di vita intelligente al di fuori della Terra. Era semisepolta dodici metri al di sotto della superficie lunare, vicino al cratere Tycho. Ad eccezione di un’unica, potentissima emissione radio puntata su Giove, il monolito nero, che conta quattro milioni di anni, era rimasto completamente inerte. Le sue origini e il suo scopo sono ancora un mistero assoluto.
Stanley Kubrick, Arthur C. Clarke


