Il Memorial Cultural Centre nasce come nuovo luogo di incontro e di aggregazione della cittadina di Auschwitz.

Il layout del masterplan, reinterpretando la rigida morfologia del sito ed evidenziando il nuovo pattern armonico e ben strutturato, si manifesta ancor più concretamente nella concezione degli ambienti interni

Da un’accurata analisi della morfologia del territorio, naturale e non, nascono i nuovi layer che costituiscono il pattern del nuovo centro culturale, il quale risulta così inserirsi all’interno del sito in perfetta armonia con l’ambiente circostante. Recuperando per così dire la rigidezza e la schematicità dell’organizzazione dei Campi di concentramento, i diversi spazi del Memorial Cultural Centre risultano essere separati e ben distinguibili all’interno di una trama ad ogni modo unitaria e armoniosa, valorizzata ancor di più dalla morfologia delle sporgenti coperture a falda in pannelli x-lam sormontati da una sottile lamiera in acciaio inox. L’intero complesso sorge su di una maglia strutturale a base quadrata di interasse pari a 90 cm, e quindi delle stesse dimensioni delle “standing cells” che ritmavano le pareti del corridoio centrale del blocco 11, luogo delle più cruenti torture ed esecuzioni del campo di concentramento principale. Ad eccezione del livello interrato dell’auditorium, la struttura portante del centro culturale è costituita esclusivamente da elementi in legno lamellare. La tecnologia strutturale in lamellare viene qui valorizzata in corrispondenza dei nodi strutturali, in cui i vari elementi si incastrano gli uni con gli altri riducendo al minimo l’utilizzo di giunzioni metalliche. La verticalità in facciata, percepibile dall’interno del complesso, è consentita dalla sezione allungata degli elementi lignei verticali, nonché dai tamponamenti esterni trasparenti. Il piano di calpestio di ogni locale presenta un dislivello di 24 cm rispetto al livello 0. Questo dislivello si può affrontare mediante un gradino, in corrispondenza dell’ingresso principale, oppure mediante una lieve salita che conduce direttamente all’ascensore di ognuno dei vari locali. L’interno di ogni spazio, ad eccezione dei locali tecnici e degli spazi di servizio, è caratterizzato da un pavimento in marmo nero e da tamponamenti esterni che alternano chiusure trasparenti in vetro rinforzato e chiusure opache in stucco bianco. La presenza di pilastri esclusivamente lungo il perimetro dei vari locali consente ad ogni funzione di godere della massima flessibilità architettonica a livello di organizzazione dei vari spazi di lavoro. Un’eccezione a questa qualità è rappresentata dalla struttura portante della biblioteca. Qui, il passo strutturale e la sezione degli elementi portanti consentono l’utilizzo della struttura stessa come arredo, proponendo così una nuova concezione di architettura che cancella il confine tra l’ambito strutturale-ingegneristico e quello architettonico.